Banca d’Italia ha classificato sei gruppi come istituzioni a rilevanza sistemica nazionale per il 2027: UniCredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Banco BPM, BPER Banca e ICCREA. Essere inclusi nell’elenco significa che dimensione, importanza economica, complessità e collegamenti con il sistema renderebbero più pesanti gli effetti di una loro eventuale crisi.
Dal 1° gennaio 2027 UniCredit e Intesa dovranno mantenere un buffer O-SII pari all’1,25 per cento delle esposizioni complessive ponderate per il rischio. Per MPS, Banco BPM e BPER la quota sarà dello 0,50 per cento; per ICCREA dello 0,25 per cento. È capitale aggiuntivo rispetto agli altri requisiti prudenziali già previsti.
Il buffer non è una tassa e non è denaro separato per rimborsare direttamente i clienti. È una riserva patrimoniale che aumenta la capacità della banca di assorbire perdite senza interrompere funzioni essenziali o propagare instabilità. La percentuale si applica agli attivi ponderati per il rischio, non al totale dei depositi e neppure al valore nominale di tutti i prestiti.
Per il correntista non scatta una modifica automatica di canoni, tassi o condizioni contrattuali. Una banca può tuttavia reagire ai requisiti di capitale intervenendo su utili trattenuti, emissioni, composizione degli attivi e politiche di credito. Gli effetti commerciali, se ci saranno, dipenderanno dalle scelte del singolo gruppo e dalla concorrenza, non dalla sola etichetta O-SII.
La decisione utilizza dati al 31 dicembre 2025 e una soglia di 300 punti base nel punteggio di rilevanza sistemica. I valori indicati sono 2.908 per UniCredit, 2.882 per Intesa, 691 per MPS, 545 per Banco BPM, 490 per BPER e 343 per ICCREA. Il punteggio misura il peso sistemico, non la qualità di un investimento.
Banca d’Italia precisa che alcune operazioni di aggregazione italiane ed estere ancora in corso non sono state considerate perché non concluse all’avvio del procedimento. Se cambieranno in modo rilevante la struttura dei gruppi, l’Autorità potrà aprire nuovi procedimenti. L’elenco e i livelli dei buffer vengono comunque riesaminati almeno una volta l’anno.
Per i risparmiatori è importante distinguere tre piani. Il buffer tutela la stabilità della banca; la garanzia dei depositi opera secondo regole proprie, normalmente fino a 100.000 euro per depositante e per banca; azioni e obbligazioni restano strumenti con rischi diversi. L’inclusione nell’elenco sistemico non rende un titolo sicuro né sostituisce la diversificazione.
Chi ha liquidità molto elevata può verificare come sono distribuite le somme tra banche appartenenti allo stesso gruppo e consultare le condizioni del sistema di garanzia applicabile. Chi valuta obbligazioni bancarie deve leggere prospetto, subordinazione, scadenza e rischio emittente. Il requisito O-SII è un dato utile di vigilanza, ma non riassume da solo la solidità o il rendimento atteso.
La notizia segnala soprattutto una maggiore attenzione prudenziale sui nodi centrali del credito italiano. Sei gruppi dovranno finanziare una quota aggiuntiva delle attività con capitale capace di assorbire perdite. Per famiglie e imprese la conseguenza immediata è informativa: nessuna corsa agli sportelli, ma un motivo in più per capire con quale banca e con quale prodotto si sta assumendo rischio.
