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Banca del Canada, il sondaggio Reuters vede un rialzo al 2,50%

Diciannove economisti su 34 prevedono un aumento di 25 punti base il 28 ottobre. È una stima, non una decisione già presa dall'istituto centrale.

24 ottobre 2026 alle ore 22:01 · Ottawa · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA della sede della Banca del Canada con una moneta canadese; scena non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
19 su 34economisti per il rialzo
2,50%tasso previsto
28 ottobredecisione ufficiale

La maggioranza, ma non una maggioranza schiacciante, degli economisti interpellati da Reuters prevede che la Banca del Canada alzi il tasso di riferimento di 25 punti base il 28 ottobre, portandolo dal 2,25% al 2,50%. Hanno indicato questa soluzione 19 partecipanti su 34, pari al 56% del campione.

Il dato va letto correttamente: è una previsione raccolta fra analisti, non un'indicazione ufficiale della banca centrale. Il Consiglio direttivo comunicherà la decisione mercoledì alle 9:45 ora di Ottawa, insieme al Monetary Policy Report. Fino a quel momento restano possibili sia un rialzo sia una conferma del tasso.

Il cambiamento rispetto al sondaggio precedente è notevole. A settembre circa l'80% degli economisti pensava che il costo del denaro sarebbe rimasto al 2,25% fino alla fine del 2026. L'accelerazione dell'inflazione e il rincaro dell'energia hanno modificato rapidamente il quadro delle attese.

L'inflazione canadese di settembre è salita al 3,1%, appena oltre il limite superiore della fascia obiettivo compresa fra l'1% e il 3%. Allo stesso tempo l'economia mostra segnali di debolezza. La banca centrale deve quindi bilanciare il rischio di prezzi persistenti con quello di frenare ulteriormente consumi, edilizia e investimenti.

Anche i mercati finanziari si sono spostati verso l'ipotesi di una stretta: Reuters indicava una probabilità implicita vicina al 75% per un aumento nella riunione di ottobre. Le probabilità ricavate dai contratti cambiano però di continuo e non garantiscono l'esito, soprattutto in presenza di dati energetici e commerciali molto volatili.

Guardando più avanti, 16 economisti su 29 prevedono un secondo rialzo entro la fine di marzo 2027, fino al 2,75%. È uno scenario condizionato all'andamento dei prezzi, del lavoro e della disputa commerciale con gli Stati Uniti. Non è quindi una traiettoria già fissata dall'istituto di Ottawa.

Per un lettore italiano la decisione conta per tre ragioni: può muovere il dollaro canadese, influenzare il rendimento dei titoli e segnalare quanto le banche centrali siano disposte a reagire a un'inflazione alimentata dall'energia e dai dazi. È un confronto utile alla vigilia della riunione della Federal Reserve.

Il cambio ha già reagito alle nuove aspettative: venerdì il dollaro canadese ha toccato il livello più forte in circa cinque settimane contro quello statunitense, sostenuto anche dal petrolio. È un movimento coerente con l'ipotesi di tassi più alti, ma valute e materie prime possono invertire rapidamente direzione quando cambiano i dati o la comunicazione ufficiale.

Il 28 ottobre la comunicazione ufficiale conterrà anche nuove previsioni su crescita e inflazione. Saranno quelle, più del singolo quarto di punto, a chiarire se un eventuale rialzo è una correzione isolata oppure l'inizio di un ciclo.

Chi ha mutui o investimenti in Canada dovrebbe attendere il testo della banca centrale prima di trarre conclusioni operative. Il comunicato potrà quindi smentire il sondaggio.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 24 ottobre 2026 alle ore 22:01.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.