Il Consiglio dei ministri ha conferito a Bagnoregio, in aggregazione con Bolsena, il titolo di Capitale italiana dell'arte contemporanea per il 2028. La decisione è stata assunta su proposta del ministro della Cultura Alessandro Giuli, dopo la selezione condotta dalla giuria prevista dalla legge.
Il titolo riguarda due Comuni della provincia di Viterbo uniti in un progetto territoriale. Bagnoregio è conosciuta soprattutto per Civita e il suo paesaggio fragile; Bolsena lega la propria identità al lago e a un patrimonio storico diffuso. Il dossier vincitore punta a usare l'arte contemporanea come infrastruttura culturale stabile, non come semplice calendario di mostre.
Secondo il comunicato del Governo, la giuria ha formulato la proposta all'unanimità. Tra gli elementi valorizzati figurano il dialogo tra arte, paesaggio, storia e comunità locali, oltre all'eredità che il programma intende lasciare dopo il 2028. La prospettiva dichiarata è quindi costruire competenze, spazi e relazioni che restino utilizzabili dal territorio.
Il riconoscimento è previsto dall'articolo 1, comma 339, della legge di bilancio per il 2024. La procedura assegna al Governo il compito finale di deliberare il titolo sulla base della selezione. Non si tratta di una candidatura ancora in corso: la scelta politica è stata compiuta, mentre deve ora iniziare la fase di preparazione e attuazione.
Per residenti e operatori culturali le conseguenze non saranno immediate. Il programma dovrà essere tradotto in progetti esecutivi, affidamenti, calendari e accordi tra amministrazioni. Saranno rilevanti anche mobilità, accessibilità, ricettività e tutela del paesaggio, perché l'aumento dei visitatori può generare opportunità ma anche pressione su centri di piccole dimensioni.
Il valore economico dipenderà dalla capacità di coinvolgere imprese creative, associazioni, scuole e attività turistiche senza trasformare il titolo in un evento isolato. Una programmazione distribuita tra Bagnoregio e Bolsena può allargare i flussi, favorire permanenze più lunghe e collegare l'offerta culturale ai borghi e alle aree interne della Tuscia.
La sfida principale sarà rendere visibile l'arte contemporanea senza indebolire i caratteri storici dei luoghi. Installazioni, residenze d'artista e nuovi spazi dovranno essere compatibili con vincoli e fragilità ambientali. La qualità del progetto sarà misurabile soprattutto nella manutenzione, nell'uso futuro degli spazi e nella partecipazione delle comunità.
Il 2028 lascia alle amministrazioni un periodo di preparazione di poco più di un anno. In questo intervallo dovranno essere resi pubblici il cronoprogramma, le sedi, gli interventi permanenti e le modalità di coinvolgimento. Sono questi i documenti che permetteranno di valutare costi, tempi e ricadute concrete.
Per ora il dato certo è il conferimento del titolo. Annunci su singole mostre, artisti o biglietti dovranno essere verificati quando saranno formalizzati dagli enti organizzatori. Il progetto entra così dalla selezione nazionale nella fase in cui la promessa culturale deve diventare amministrazione, cantieri e programmazione.
Un altro indicatore sarà la capacità di raggiungere pubblici diversi durante tutto l'anno, non soltanto nei fine settimana di maggiore affluenza. Trasporti, accessibilità per le persone con disabilità e coordinamento tra i due Comuni saranno parte della riuscita quanto la qualità artistica delle iniziative.
