First Quantum Minerals intende presentare entro la fine del 2026 la domanda per includere Taca Taca nel regime argentino di incentivi ai grandi investimenti, il RIGI. Lo ha riferito il ministro degli Esteri Pablo Quirno. Il valore indicato arriva a 5,25 miliardi di dollari per uno dei maggiori progetti di rame non ancora sviluppati.
Taca Taca si trova nella provincia nordoccidentale di Salta, sulle Ande. Secondo le stime citate dalla società, la miniera potrebbe produrre circa 209.000 tonnellate di rame all'anno per 35 anni, con possibilità di espansione. Sono proiezioni industriali, non una produzione già avviata.
Il RIGI offre stabilità fiscale, agevolazioni doganali e altri benefici ai progetti sopra determinate soglie. Entrare nel regime può migliorare la prevedibilità economica dell'investimento, ma non sostituisce permessi ambientali, accordi infrastrutturali, finanziamento e decisione finale del consiglio di amministrazione.
Il rame è diventato strategico per reti elettriche, veicoli, rinnovabili e centri dati. Le previsioni sulla domanda spingono i gruppi minerari a cercare nuove riserve di lunga durata. L'Argentina, ricca di giacimenti andini ma ancora marginale nella produzione mondiale, punta a trasformare questa disponibilità geologica in esportazioni.
Per First Quantum il progetto avrebbe anche un valore di diversificazione dopo la chiusura della grande miniera Cobre Panamá. Proprio quell'esperienza ricorda però che il rischio non è soltanto tecnico: consenso locale, regole, acqua, energia e infrastrutture possono determinare tempi e sostenibilità di un investimento minerario.
Le stime diffuse in marzo parlavano di circa 4.000 posti durante la costruzione e 2.000 nella fase operativa. Sono previsioni legate allo scenario di pieno sviluppo e non assunzioni già deliberate. La distribuzione dei benefici fra comunità, provincia e governo centrale sarà uno dei temi da seguire.
Acqua ed energia saranno passaggi centrali. Un impianto di queste dimensioni richiede infrastrutture stabili in una regione d'alta quota e deve dimostrare come limiterà l'impatto sulle risorse idriche.
La valutazione ambientale dovrà considerare anche trasporto del concentrato, residui minerari, emissioni, chiusura del sito e monitoraggio dopo la fine dell'attività. Sono costi che possono modificare il preventivo iniziale e i tempi di costruzione.
L'interesse italiano riguarda il fabbisogno europeo di metalli critici. Aziende di cavi, componentistica elettrica, auto e data center dipendono da forniture di rame affidabili. Un nuovo polo argentino aumenterebbe l'offerta potenziale e potrebbe creare opportunità per impiantistica, servizi ingegneristici e macchinari europei.
La notizia di oggi è quindi un passo amministrativo atteso, non l'annuncio dell'apertura della miniera. I passaggi verificabili saranno la domanda formale al RIGI, l'eventuale approvazione, l'avanzamento delle autorizzazioni e una decisione finale d'investimento.
Solo allora sarà possibile definire con maggiore precisione calendario, costi e occupazione. Prima di allora, cifre produttive e posti di lavoro restano stime di progetto soggette a revisione tecnica, finanziaria e ambientale. Il cantiere, dunque, non è ancora autorizzato.
