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Argentina, identificati otto desaparecidos della dittatura

I resti di quattro donne e quattro uomini sono emersi da una fossa comune vicino all’ex centro clandestino La Perla, a Córdoba. Le ricerche forensi proseguono.

24 ottobre 2026 alle ore 07:12 · Córdoba, Argentina · 1 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Illustrazione editoriale IA di otto candele in un memoriale argentino, senza resti umani o scene traumatiche; non è una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
8 personenuove identificazioni
38identificate nell’area in un anno
1976-1983anni della dittatura

La giustizia argentina ha annunciato l’identificazione dei resti di otto persone scomparse durante la dittatura militare del 1976-1983. Si tratta di quattro donne e quattro uomini trovati in una fossa comune nei pressi dell’ex centro clandestino di detenzione La Perla, nella provincia di Córdoba.

Il lavoro è stato svolto dall’Equipo Argentino de Antropología Forense, il gruppo che da decenni recupera e identifica vittime di sparizioni forzate. Gli scavi nell’area sono ripresi nel 2025 e hanno restituito numerosi frammenti ossei mescolati, una condizione che rende le analisi particolarmente complesse.

Il giudice federale Hugo Vaca Narvaja ha comunicato i nomi alle famiglie prima dell’annuncio pubblico. Tra le persone identificate figura Cecilia Pessina, psicologa sequestrata nell’agosto 1976 quando aveva 28 anni.

Secondo il bilancio reso noto dal tribunale, 38 desaparecidos rinvenuti in questa zona sono stati identificati nell’ultimo anno. La cifra riguarda soltanto questo sito di ricerca e non rappresenta il numero complessivo delle vittime della repressione argentina.

La Perla fu uno dei principali centri clandestini fuori Buenos Aires. Le ricostruzioni giudiziarie stimano che circa 2.200 persone vi siano state detenute, torturate e in molti casi uccise durante il regime.

Le organizzazioni argentine per i diritti umani indicano in circa 30.000 i morti e gli scomparsi della dittatura. La stima è contestata dal presidente Javier Milei e da altri esponenti del suo governo, ma rimane il riferimento usato dalle principali associazioni dei familiari.

L’identificazione forense non chiude automaticamente i procedimenti penali. Può però fornire elementi sulle modalità della morte, restituire i resti alle famiglie e collegare reperti, luoghi e documenti a indagini già aperte sui responsabili della repressione.

Gli esperti continueranno a esaminare i materiali recuperati perché nella fossa sono presenti resti di più persone. Altre identificazioni richiederanno comparazioni genetiche con i familiari e verifiche indipendenti, senza tempi certi per nuovi risultati.

Il gruppo forense argentino incrocia antropologia, genetica, archivi e testimonianze. Quando i reperti sono frammentati e mescolati, ogni associazione richiede controlli ripetuti per evitare di attribuire alla persona sbagliata un osso o un profilo genetico parziale.

Le famiglie possono aver atteso mezzo secolo senza un luogo di sepoltura. La restituzione non elimina il danno, ma consente un funerale, una registrazione civile certa e l’inserimento dell’identificazione nei fascicoli giudiziari sulla sparizione forzata.

Il ritrovamento conferma anche l’importanza di preservare i siti sospetti. Scavi non controllati o lavori edilizi possono disperdere reperti e cancellare relazioni tra i resti; per questo le operazioni avvengono sotto supervisione giudiziaria e con una documentazione meticolosa di ogni strato.

I nomi completi delle otto persone devono essere comunicati nel rispetto dei tempi delle famiglie. La conferenza del giudice rende pubblico il risultato scientifico, ma la gestione dei resti e delle cerimonie appartiene ai parenti direttamente.

Fonti consultate

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Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 24 ottobre 2026 alle ore 07:12.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.