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Intesa-MPS, l’Antitrust apre l’istruttoria sui rischi per la concorrenza

L’AGCM esaminerà gli effetti dell’operazione su depositi, credito, risparmio gestito e assicurazioni. L’avvio del procedimento non equivale a un divieto dell’offerta.

16 settembre 2026 · Roma · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Scena editoriale contestuale generata con IA: tre specialisti esaminano documenti su un’operazione bancaria in un ufficio istituzionale italiano
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.
Il punto in tre dati
72 provincecredito alle famiglie sotto esame preliminare
17 provinceverifiche sui prestiti alle piccole imprese
635 filialipreviste nel ramo da cedere a Unipol

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha aperto un’istruttoria sull’offerta con cui Intesa Sanpaolo punta ad acquisire Monte dei Paschi di Siena. Il procedimento, deliberato il 14 settembre e comunicato a Roma il 15 settembre, dovrà verificare se la concentrazione possa ostacolare la concorrenza nei mercati bancari e assicurativi italiani.

L’avvio non stabilisce che l’operazione sia illegittima e non anticipa l’esito finale. Indica che gli elementi raccolti nella fase preliminare richiedono verifiche più approfondite su raccolta bancaria, credito, risparmio amministrato e gestito, oltre che sulle polizze.

L’offerta volontaria, annunciata l’8 giugno, riguarda tutte le azioni ordinarie di MPS ed è subordinata anche alle autorizzazioni delle autorità competenti. Intesa ha inoltre concordato con Unipol la cessione di un ramo comprendente il marchio MPS e 635 filiali; l’Antitrust ha già escluso dal primo calcolo 445 sportelli individuati in modo definitivo.

Lo screening dell’Autorità segnala mercati meritevoli di approfondimento in 20 province per i depositi. Le possibili criticità riguardano inoltre il credito alle famiglie in 72 province e i finanziamenti a famiglie produttrici e piccole imprese in 17 province. Sono valutazioni iniziali, non la prova di un danno già avvenuto.

Un altro nodo è la partecipazione del 13,32% in Generali che MPS detiene tramite Mediobanca e che passerebbe a Intesa. L’AGCM esclude, allo stato, che tale quota permetta a Intesa di controllare Generali, ma vuole esaminare gli incentivi a competere e il rischio di scambi di informazioni sensibili nei comparti assicurativi e del risparmio gestito.

Per correntisti e imprese non cambia nulla nell’immediato: l’istruttoria non modifica contratti, conti o condizioni dei finanziamenti. La sua rilevanza sta nel valutare se il gruppo risultante manterrebbe una pressione competitiva sufficiente nei territori e nei prodotti nei quali le attività delle due banche si sovrappongono.

Intesa presenta l’operazione con un valore iniziale di 30,6 miliardi di euro e un corrispettivo di 16 azioni Intesa ogni 10 azioni MPS, più un euro in contanti per ciascun titolo MPS. La soglia prevista per l’efficacia dell’offerta è il 66,67% del capitale, salvo la facoltà di ridurla.

Le parti hanno dieci giorni dalla notifica del provvedimento per chiedere di essere ascoltate. L’istruttoria dovrà includere anche il parere dell’IVASS per i profili assicurativi; soltanto la decisione conclusiva chiarirà se l’operazione potrà procedere senza condizioni, con impegni correttivi oppure con un esito negativo.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 16 settembre 2026.
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