Alphabet ha chiuso il terzo trimestre 2026 con ricavi per 127,6 miliardi di dollari, in crescita del 25% rispetto all’anno precedente, ma le azioni hanno perso oltre il 10% negli scambi successivi alla chiusura di Wall Street. Gli investitori si sono concentrati sul flusso di cassa libero negativo e sull’aumento delle spese per l’intelligenza artificiale.
Google Services ha generato 96,3 miliardi di dollari, con la ricerca e gli altri servizi in aumento del 12%. La pubblicità complessiva ha raggiunto 82 miliardi, mentre YouTube Ads è salito a 11,2 miliardi. Sono risultati robusti, ma inferiori alle attese di una parte del mercato su alcune voci operative.
Il dato più forte riguarda Google Cloud: i ricavi sono aumentati del 103% a 30,7 miliardi di dollari. Alphabet attribuisce l’accelerazione alla domanda di infrastrutture e soluzioni di intelligenza artificiale, ai servizi principali della piattaforma e alle vendite dei sistemi TPU. L’utile operativo del cloud è salito a 11,1 miliardi.
L’utile operativo consolidato ha raggiunto 40,6 miliardi, il 30% in più, con un margine vicino al 32%. L’utile netto disponibile per gli azionisti ordinari è però sceso a 26,2 miliardi dai 35 miliardi del trimestre comparabile. Le variazioni nelle altre componenti finanziarie hanno inciso sul confronto annuale.
La pressione principale è arrivata dal flusso di cassa libero, negativo per 9,07 miliardi di dollari. Nel trimestre precedente era già sceso sotto zero per 5,9 miliardi. La società sta costruendo data center, acquistando acceleratori e aumentando la capacità energetica e di rete necessaria a sostenere i prodotti di IA.
Le spese in conto capitale del trimestre sono state indicate in circa 51,4 miliardi di dollari, il 114% in più rispetto a un anno prima. Alphabet prevede per l’intero 2026 investimenti infrastrutturali fra 195 e 205 miliardi. La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha anticipato un ulteriore aumento significativo nel 2027.
Il problema per il mercato non è la mancanza di crescita, ma il rapporto fra crescita e capitale assorbito. Usare capacità cloud di terzi può ridurre i tempi di attesa, ma comprime i margini nel breve periodo. Costruire infrastrutture proprie richiede invece investimenti immediati e genera ritorni soltanto se la domanda resta elevata.
Sundar Pichai ha dichiarato che l’app Gemini ha raggiunto un miliardo di utenti e che le API dei modelli proprietari elaborano quasi 32 miliardi di token al minuto. Sono indicatori di utilizzo, non ricavi autonomi. La capacità di convertire l’adozione in entrate sufficienti a remunerare gli investimenti resta la principale domanda finanziaria.
Alphabet ha anche emesso nel trimestre nuove azioni e obbligazioni senior, raccogliendo risorse per scopi generali. Al 30 settembre contava 204.757 dipendenti. Il consiglio ha confermato un dividendo trimestrale di 22 centesimi per le azioni ordinarie, con pagamento previsto il 14 dicembre agli aventi diritto.
La reazione negativa dopo la chiusura non cancella i record di ricavi, ma segnala una soglia di aspettative molto alta. Nei prossimi trimestri il mercato guarderà alla capacità disponibile, ai margini del cloud, al flusso di cassa e alla spesa 2027. Una variazione after-hours può inoltre ridursi o ampliarsi alla riapertura ufficiale delle contrattazioni.
