L’Agenzia internazionale dell’energia ha concordato di mettere sul mercato oltre 20 milioni di barili di diesel e di accelerare il rilascio delle scorte petrolifere d’emergenza ancora disponibili nell’azione collettiva decisa a marzo. La misura punta ad aumentare l’offerta durante la fase di forte tensione sui carburanti.
I Paesi membri avevano promesso in marzo più di 400 milioni di barili fra greggio e prodotti raffinati. Secondo le informazioni diffuse dopo la riunione, circa 330 milioni sono già stati rilasciati. Alcuni governi hanno superato gli impegni iniziali, mentre altri devono ancora completare le quantità previste.
Il nuovo passaggio dà priorità al diesel, ma non equivale interamente a 20 milioni di barili aggiuntivi rispetto al piano precedente. Una parte accelera consegne già programmate. L’Agenzia non ha indicato nel dettaglio quando ogni quantità arriverà sul mercato né in quali Paesi sarà distribuita.
Le quotazioni restano condizionate dalle interruzioni dell’offerta legate ai conflitti in Medio Oriente e alla guerra fra Russia e Ucraina. Il rilascio delle riserve può aumentare temporaneamente la disponibilità, ma non garantisce una diminuzione immediata e uniforme dei prezzi alla pompa in Italia.
Per automobilisti e imprese di trasporto contano anche cambio euro-dollaro, costi di raffinazione, logistica, tassazione e margini della distribuzione. L’effetto sui listini italiani dovrà quindi essere misurato sui prezzi effettivi, non dedotto soltanto dal volume annunciato.
