Ahold Delhaize ha confermato che l’anomalia rilevata nei propri sistemi informatici è stata provocata da azioni malevole e ha presentato una denuncia formale alla polizia olandese. L’aggiornamento del 19 ottobre segue la prima comunicazione del 12 ottobre e descrive un ripristino graduale dei servizi digitali in Europa e negli Stati Uniti.
Dopo aver individuato attività sospette, il gruppo ha coinvolto specialisti di cybersicurezza e ha disattivato in via precauzionale alcuni sistemi. La misura ha interessato siti e applicazioni di numerose insegne, con intensità diverse. I negozi fisici sono invece rimasti aperti durante l’intero incidente e hanno continuato a servire i clienti.
La società afferma di aver informato il National Cyber Security Centre dei Paesi Bassi entro ventiquattro ore dalla scoperta. Ha poi mantenuto i contatti con autorità, forze dell’ordine e organismi di vigilanza. La denuncia del 19 ottobre formalizza il passaggio investigativo, ma non identifica pubblicamente gli autori né la tecnica utilizzata.
Il sito e l’app di Albert Heijn sono nuovamente accessibili e le consegne a domicilio dovrebbero riprendere venerdì 23 ottobre. Sono tornati online anche i siti Etos e Gall & Gall. In Belgio l’e-commerce risulta pienamente operativo, mentre la maggior parte dei servizi digitali dell’Europa centrale e sudorientale è disponibile.
Negli Stati Uniti il ritorno dei servizi di spesa online è previsto nei prossimi giorni. La formulazione non indica un’ora unica per tutte le insegne, perché il ripristino avviene per sistemi e territori. I clienti dovrebbero quindi verificare direttamente il sito o l’app del marchio usato prima di programmare una consegna.
Ahold Delhaize dichiara di non avere, al momento, prove che dati sensibili di clienti, dipendenti o partner siano stati sottratti. È una valutazione provvisoria mentre l’indagine continua, non una certificazione definitiva di assenza di esfiltrazione. Nuovi elementi tecnici potrebbero richiedere comunicazioni ulteriori alle persone interessate.
Il gruppo non fornisce dettagli che possano ostacolare la risposta o indebolire le misure di sicurezza. Questa cautela limita la possibilità di classificare l’incidente come ransomware, furto di credenziali o altra categoria. Definirlo con precisione senza un’indicazione ufficiale sarebbe quindi prematuro.
Per gli utenti la precauzione più utile è diffidare da messaggi che promettono rimborsi o chiedono di reimpostare password attraverso link non verificati. Il comunicato non annuncia procedure straordinarie di pagamento. Aggiornamenti autentici dovrebbero arrivare dai domini ufficiali delle insegne e dalle eventuali notifiche previste dalla normativa sulla protezione dei dati.
Il ripristino procede in modo diverso tra paesi e marchi. In Belgio l’azienda indica servizi pienamente operativi; per Albert Heijn il sito e l’app sono tornati disponibili, mentre le consegne dovrebbero riprendere il 23 ottobre. La data resta una previsione aziendale e può cambiare se i controlli tecnici richiedono altro tempo.
L’assenza di prove attuali sull’esfiltrazione di dati non equivale a una garanzia definitiva. Le analisi forensi possono richiedere giorni o settimane e l’obbligo di notifica dipende dagli elementi accertati. Ahold Delhaize afferma di avere informato il centro nazionale di cybersicurezza entro 24 ore e di collaborare con le autorità.
