La Banca Mondiale prevede che l'economia dell'Africa subsahariana cresca del 4,3% nel 2026, rispetto al 4,1% del 2025. La stima dell'aggiornamento economico di ottobre è stata aumentata di 0,3 punti rispetto alla previsione pubblicata in aprile.
Le prospettive sono state migliorate per quasi tre quarti dei Paesi della regione. La tenuta arriva nonostante tensioni geopolitiche, conflitti interni, shock climatici e condizioni finanziarie ancora difficili.
La crescita del reddito pro capite dovrebbe salire dall'1,6% del 2025 all'1,8% nel 2026, per poi attestarsi in media intorno al 2% nel 2027-2028. Il progresso è più lento dell'espansione complessiva perché la popolazione aumenta rapidamente.
Il rapporto avverte che il ritmo non basta a creare occupazione in misura adeguata né a ridurre fortemente la povertà estrema. Usando la soglia di 3 dollari al giorno a parità di potere d'acquisto del 2021, l'incidenza è stimata al 47,8% nel 2026 e al 47,1% nel 2027.
Debito elevato e spazio fiscale limitato riducono la capacità dei governi di finanziare infrastrutture, capitale umano e protezione sociale. Il dato medio regionale nasconde inoltre differenze ampie tra economie esportatrici di materie prime, Paesi fragili e mercati più diversificati.
La Banca Mondiale invita ad aumentare la preparazione all'intelligenza artificiale senza trascurare elettricità, connettività, competenze e regole. Per trasformare la crescita in redditi più alti serviranno investimenti produttivi e posti di lavoro, non soltanto un miglioramento del PIL aggregato.
