Il lago Albano, nei Castelli Romani a sud di Roma, occupa un cratere del complesso vulcanico dei Colli Albani. Le sponde ripide e la forma a caldera spiegano perché lo specchio d’acqua appare «incassato» tra boschi e abitato di Castel Gandolfo.
Come si alimenta
Come altri laghi vulcanici, dipende dal bilancio tra piogge, evaporazione e scambi con la falda. Non è un serbatoio alpino alimentato da grandi fiumi: se la ricarica sotterranea cala o i prelievi aumentano, il livello reagisce in modo visibile lungo le rive.
Perché scende
Monitoraggi civici e report locali documentano cali pluriennali dell’idrometro, con minimi storici recenti. Alle cause climatiche (piogge irregolari, evaporazione) si sommano prelievi per acquedotti e pozzi sul territorio. Le piogge intense possono alzare temporaneamente la superficie senza ricaricare a pieno la falda.
Cosa fanno le istituzioni
Regione, Città metropolitana e gestori idrici hanno annunciato investimenti su interconnessioni acquedottistiche per ridurre la pressione sul bacino. L’obiettivo dichiarato è diversificare le fonti e limitare i prelievi che gravitano sul sistema Albano-Nemi.
Cosa non confondere
Il calo del livello non equivale a un’eruzione imminente: i Colli Albani sono un sistema vulcanico quiescent ma monitorato, e la questione attuale è idrogeologica e di gestione della risorsa, non un allarme eruttivo quotidiano.
