Il Forum delle Isole del Pacifico è un’organizzazione regionale che riunisce 18 Paesi e territori, tra cui Australia, Nuova Zelanda e numerosi piccoli Stati insulari. Nato nel 1971, offre ai governi un luogo stabile in cui coordinare posizioni su clima, pesca, sicurezza, commercio, trasporti e sviluppo. La segreteria ha sede a Suva, nelle Figi.
Il Forum non possiede un esercito e i suoi comunicati non sono trattati internazionali automaticamente vincolanti. La sua influenza deriva dalla rappresentanza collettiva: un arcipelago con poche decine di migliaia di abitanti ha scarsa capacità negoziale davanti a una grande potenza, ma una posizione condivisa dall’intera regione può incidere su finanziamenti climatici, regole della pesca e accordi di sicurezza.
Le decisioni più importanti vengono cercate attraverso il consenso. Non basta contare i voti e imporre la volontà della maggioranza; i leader lavorano su una formula che nessun membro consideri necessario bloccare. Questo metodo protegge i piccoli Stati, ma rende possibili lunghi negoziati e consente a un solo dissenso di ridurre la forza politica di una dichiarazione.
Australia e Nuova Zelanda dispongono di economie e apparati molto più grandi, ma siedono nello stesso organismo di Nauru, Palau, Tuvalu e altri Paesi oceanici. L’equilibrio non è sempre semplice. Per molti membri la principale minaccia è il cambiamento climatico e l’innalzamento del mare; per i partner maggiori assumono rilievo anche difesa, rotte e competizione con la Cina.
Negli ultimi anni Pechino, Washington e altri attori hanno aumentato ambasciate, investimenti e proposte di cooperazione. I governi insulari cercano benefici economici senza perdere autonomia. Le relazioni con Taiwan aggiungono un livello di tensione, perché alcuni Paesi riconoscono Taipei mentre la Cina considera l’isola parte del proprio territorio e cerca di limitarne la presenza diplomatica.
La notizia sul dissenso di Nauru dopo il test missilistico cinese è rilevante proprio per questo meccanismo. Il Forum ha espresso preoccupazione, ma l’assenza di unanimità mostra che la competizione tra potenze può entrare nel processo con cui la regione costruisce la propria voce.