Starship è il sistema di lancio completamente riutilizzabile sviluppato da SpaceX. È composto da due stadi impilati: il booster Super Heavy alla base e la navetta Starship (spesso chiamata Ship) in cima. Insieme superano i 120 metri di altezza e sono progettati per trasportare satelliti, carico e, in prospettiva, equipaggi verso orbita terrestre, Luna e Marte.
A differenza dei razzi monouso classici, l’obiettivo dichiarato è il recupero e il riutilizzo rapido di entrambi gli stadi, per abbassare il costo per chilo in orbita. I voli di prova partono dalla base di Starbase, in Texas, vicino a Brownsville, sul Golfo del Messico.
Architettura: Super Heavy e Ship
Super Heavy è lo stadio inferiore. Monta decine di motori Raptor alimentati a metano liquido e ossigeno liquido (methalox). Dopo la separazione, il booster può tentare un rientro controllato e un ammaraggio o un recupero alla torre di lancio (“chopstick”), a seconda del profilo di missione.
Ship è lo stadio superiore. Ha pure motori Raptor, scudi termici in piastrelle e un volume interno destinato a carico o habitat. Per le missioni satellitari può ospitare decine di satelliti Starlink. Per le missioni lunari e marziane è previsto un sistema di rifornimento in orbita: più voli di “tanker” che trasferiscono propellente a una Ship già in orbita, perché un singolo decollo non porta abbastanza carburante per atterraggi planetari con ritorno.
I motori Raptor
Il Raptor è un motore a ciclo full-flow staged combustion. Entrambi i turbopompanti (combustibile e ossidante) sono alimentati da preburner: soluzione ad alta pressione e ad alto rendimento, storicamente difficile da industrializzare. SpaceX itera versioni (Raptor 1, 2, 3) per spinta, affidabilità e producibilità. Il metano riduce anche i depositi di carbonio rispetto al kerosene, utile per il riutilizzo.
Perché metano e perché l’acciaio
Il metano è più facile da produrre su Marte (ciclo Sabatier con CO₂ atmosferica e idrogeno) rispetto al kerosene o all’idrogeno liquido. L’acciaio inossidabile, scelto al posto di compositi di carbonio, resiste meglio al calore di rientro e alle temperature criogeniche, e si ripara con processi industriali noti. Il peso maggiore rispetto ai compositi è un compromesso accettato in cambio di costi e cicli di vita.
Obiettivi: orbita, Luna, Marte
Il primo traguardo tecnico è l’orbita terrestre stabile e il dispiegamento di carico. Poi il rifornimento in orbita. La NASA ha selezionato una variante di Starship come lander per il programma Artemis (Human Landing System). SpaceX indica Marte come obiettivo di lungo periodo, con finestre di trasferimento planetario ogni circa 26 mesi.
I voli di prova precedenti sono stati in gran parte suborbitali o di breve durata. Raggiungere e mantenere l’orbita, rilasciare satelliti e rientrare in modo controllato sono i passi che trasformano un dimostratore in un sistema operativo. Ogni test fornisce dati su aerodinamica di rientro, scudi termici, accensione multipla e controllabilità.
Rischi e limiti
Un veicolo di questa scala concentra rischi: esplosioni a terra, fallimenti di separazione, perdita di asset in volo. Le autorità di aviazione e spazio (FAA e omologhi) autorizzano i lanci con finestre e vincoli di sicurezza per il pubblico. L’impatto ambientale locale (rumore, emissioni, detriti di prova) e il dibattito sui detriti orbitali restano aperti.
Cosa non è
Non è un razzo già certificato per equipaggio civile di routine. Non è un servizio commerciale quotidiano al posto di Falcon 9. Non va confuso con Falcon Heavy: Starship è una classe diversa per massa e ambizione. Finché i voli restano sperimentali, ogni missione è un test, non un “autobus spaziale” già collaudato.
Confronto con Falcon 9
Falcon 9 resta il cavallo di battaglia operativo di SpaceX: booster riutilizzabile, secondo stadio monouso, carichi medi in LEO e GTO, rifornimenti ISS. Starship punta a carichi molto maggiori e a destinazioni oltre LEO con rifornimento. Finché Starship non è affidabile a cadenza elevata, Falcon 9 e Falcon Heavy continuano a fare il grosso dei lanci commerciali e istituzionali. Le due famiglie non si escludono: condividono cultura di iterazione e propulsione methalox solo su Starship/Raptor, mentre Falcon usa Merlin a kerosene.
Il costo per chilo dichiarato per Starship, se raggiunto con alto riuso, cambierebbe l’economia dei mega-progetti (costellazioni, depositi, basi). Quei numeri restano obiettivi di engineering, non listini già garantiti.
