Il regolamento (UE) 2024/1787 è la norma europea che impone di misurare, ridurre e rendere trasparenti le emissioni di metano nel settore energetico. Non riguarda solo i pozzi europei: impone obblighi anche a chi importa petrolio, gas naturale e carbone nell’Unione, perché gran parte del metano «di filiera» nasce a monte, fuori dai confini UE.
Quando il commissario all’Energia Dan Jørgensen parla di «difficoltà di attuazione» e di possibile rinvio della stretta sugli import, il tema non è astratto: tocca bollette, contratti di GNL, competitività industriale e obiettivi climatici. Il metano è un gas a effetto serra molto più potente della CO₂ su orizzonti di 20 anni; ridurne le fughe è uno dei modi più rapidi, in teoria, per tagliare il riscaldamento di breve periodo.
- Regolamento UE 2024/1787: MRV (misura, rendicontazione, verifica), riparazione perdite, limiti a venting e flaring.
- Si applica a produzione, trasporto, stoccaggio, GNL e, via importatori, a petrolio/gas/carbone in ingresso.
- Dal 2027 obblighi più stringenti di MRV sugli import; fasi successive su intensità di metano.
- Pressioni di governi e fornitori spingono a rinvii o raccomandazioni soft sulle sanzioni.
Perché il metano conta più di quanto sembri
Il metano (CH₄) è il componente principale del gas naturale. In atmosfera ha un potenziale di riscaldamento globale molto superiore alla CO₂ se confrontato su 20 anni, anche se resta in atmosfera meno a lungo. Per questo le perdite lungo la filiera — pozzi, compressori, gasdotti, venting (rilascio deliberato) e flaring (combustione in torcia spesso incompleta) — non sono un dettaglio tecnico: sono un pezzo del bilancio climatico.
L’UE ha scelto di legiferare sul settore energetico perché è misurabile e perché l’Unione importa una quota rilevante di combustibili fossili. Senza regole sugli import, i produttori esterni potrebbero scaricare sull’Europa gas «sporco» di metano mentre i produttori interni restano vincolati.
Cosa prevede il regolamento 2024/1787
Il testo, adottato il 13 giugno 2024 ed entrato in vigore ad agosto 2024 (con scadenze scaglionate), chiede in sintesi:
- MRV: misurare e quantificare le emissioni a livello di fonte, con verifica e relazioni.
- LDAR (leak detection and repair): rilevare e riparare le perdite entro tempi definiti.
- Restrizioni a venting e flaring di routine, con eccezioni tecniche strettamente delimitate.
- Trasparenza sugli import: gli importatori devono riferire su chi produce a monte e su quali misure di controllo del metano esistano.
- Autorità competenti negli Stati membri, ispezioni, reclami e (in prospettiva) sanzioni.
Il regolamento modifica anche aspetti legati all’ACER (agenzia per la cooperazione dei regolatori energetici) e crea strumenti di trasparenza (database) sulle emissioni associate alle forniture.
La filiera degli import: le fasi che contano
Per chi importa GNL, gas, petrolio o carbone in Europa, gli obblighi si affilano nel tempo (schema semplificato usato da studi legali e operatori, basato sul testo e sugli allegati):
- Reporting (già avviato): informazioni su esportatori/produttori e su pratiche MRV.
- MRV obbligatorio sugli import (dal 1° gennaio 2027 per i contratti nuovi/rinnovati dopo certe date): il combustibile deve essere soggetto a sistemi equivalenti a quelli UE o a standard riconosciuti (es. livelli elevati OGMP) con verifica indipendente.
- Intensità di metano da rendicontare (fasi successive, metodologie della Commissione).
- Limite di intensità su contratti più avanti nel tempo (verso fine decennio, secondo il disegno originario).
I contratti «vecchi» spesso prevedono solo «sforzi ragionevoli», non obblighi automatici identici a quelli dei contratti nuovi. È uno dei nodi negoziali tra sicurezza degli approvvigionamenti e stringenza climatica.
Perché si parla di rinvio
Diversi Stati membri e fornitori (inclusi interlocutori USA sul GNL) hanno chiesto dilazioni, temendo che al 2027 non esistano ancora metodologie, capacità di verifica di parte terza e clausole contrattuali ovunque. La Commissione ha risposto in modi diversi: raccomandazioni sull’attuazione, ipotesi di rinvio dell’entrata in vigore di pezzi del regolamento, pressioni per non aprire sanzioni troppo presto mentre i prezzi del gas restano volatili.
Il commissario Jørgensen ha ammesso pubblicamente difficoltà di attuazione e ha aperto a posticipi sugli obblighi di import. Un portavoce ha detto a Reuters che la Commissione intende proporre un rinvio, senza sempre fissare la data esatta. Non è l’abrogazione della norma: è uno slittamento politico-tecnico di scadenze.
Ambientalisti e parte del Parlamento europeo temono un rinvio sine die mascherato da pragmatismo. Industriali e alcuni governi temono, al contrario, colli di bottiglia contrattuali e rialzi di prezzo se i fornitori non certificano in tempo.
Cosa cambia per l’Italia
L’Italia importa quote rilevanti di gas (gasdotti e GNL). Gli importatori e i grandi player energetici devono strutturare reporting, due diligence sulla filiera e, sui nuovi contratti, clausole di equivalenza MRV. Il ministero competente e le autorità di vigilanza devono designare e far funzionare i controlli.
Per il cittadino l’effetto non è una «tassa metano» in bolletta con quel nome: è un pezzo del costo di conformità e di negoziazione delle forniture, che si somma a prezzi di mercato, stoccaggi e politiche di sicurezza energetica. Capire il regolamento serve a interpretare le dichiarazioni su «rinvio», «sanzioni sospese» o «raccomandazioni» senza confonderle con l’abolizione degli obiettivi climatici.
Domande frequenti
Il regolamento chiude i rubinetti del gas? No. Impone trasparenza e riduzione delle emissioni di metano lungo la filiera, non un ban generico.
Vale solo per i produttori europei? No: tramite gli importatori copre anche petrolio, gas e carbone immessi nel mercato UE.
Rinvio significa che non si farà più? Significa che scadenze o sanzioni possono slittare. Il testo resta in vigore finché non è modificato o sostituito.
- Regolamento UE 2024/1787 = regola del metano energetico (misura, ripara, limita venting/flaring, trasparenza import).
- Dal 2027 in avanti si stringe la morsa sugli import con MRV e poi intensità.
- Pressioni politiche spingono a rinvii e raccomandazioni soft.
- Per l’Italia è un dossier di sicurezza energetica + clima, non solo «burocrazia verde».