Approfondimento · Economia e clima

Che cos’è il regolamento UE sul metano e come funziona sugli import di gas

Regolamento 2024/1787: MRV, perdite, venting e flaring, obblighi degli importatori e perché Bruxelles discute rinvii.

Guida aggiornata il 29 settembre 2026 · 8 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Impianto energetico con tubazioni e valvole del gas; illustrazione editoriale IA non documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa guida; non è una fotografia documentaria.

Il regolamento (UE) 2024/1787 è la norma europea che impone di misurare, ridurre e rendere trasparenti le emissioni di metano nel settore energetico. Non riguarda solo i pozzi europei: impone obblighi anche a chi importa petrolio, gas naturale e carbone nell’Unione, perché gran parte del metano «di filiera» nasce a monte, fuori dai confini UE.

Quando il commissario all’Energia Dan Jørgensen parla di «difficoltà di attuazione» e di possibile rinvio della stretta sugli import, il tema non è astratto: tocca bollette, contratti di GNL, competitività industriale e obiettivi climatici. Il metano è un gas a effetto serra molto più potente della CO₂ su orizzonti di 20 anni; ridurne le fughe è uno dei modi più rapidi, in teoria, per tagliare il riscaldamento di breve periodo.

In breve
  • Regolamento UE 2024/1787: MRV (misura, rendicontazione, verifica), riparazione perdite, limiti a venting e flaring.
  • Si applica a produzione, trasporto, stoccaggio, GNL e, via importatori, a petrolio/gas/carbone in ingresso.
  • Dal 2027 obblighi più stringenti di MRV sugli import; fasi successive su intensità di metano.
  • Pressioni di governi e fornitori spingono a rinvii o raccomandazioni soft sulle sanzioni.

Perché il metano conta più di quanto sembri

Il metano (CH₄) è il componente principale del gas naturale. In atmosfera ha un potenziale di riscaldamento globale molto superiore alla CO₂ se confrontato su 20 anni, anche se resta in atmosfera meno a lungo. Per questo le perdite lungo la filiera — pozzi, compressori, gasdotti, venting (rilascio deliberato) e flaring (combustione in torcia spesso incompleta) — non sono un dettaglio tecnico: sono un pezzo del bilancio climatico.

L’UE ha scelto di legiferare sul settore energetico perché è misurabile e perché l’Unione importa una quota rilevante di combustibili fossili. Senza regole sugli import, i produttori esterni potrebbero scaricare sull’Europa gas «sporco» di metano mentre i produttori interni restano vincolati.

Cosa prevede il regolamento 2024/1787

Il testo, adottato il 13 giugno 2024 ed entrato in vigore ad agosto 2024 (con scadenze scaglionate), chiede in sintesi:

Il regolamento modifica anche aspetti legati all’ACER (agenzia per la cooperazione dei regolatori energetici) e crea strumenti di trasparenza (database) sulle emissioni associate alle forniture.

La filiera degli import: le fasi che contano

Per chi importa GNL, gas, petrolio o carbone in Europa, gli obblighi si affilano nel tempo (schema semplificato usato da studi legali e operatori, basato sul testo e sugli allegati):

  1. Reporting (già avviato): informazioni su esportatori/produttori e su pratiche MRV.
  2. MRV obbligatorio sugli import (dal 1° gennaio 2027 per i contratti nuovi/rinnovati dopo certe date): il combustibile deve essere soggetto a sistemi equivalenti a quelli UE o a standard riconosciuti (es. livelli elevati OGMP) con verifica indipendente.
  3. Intensità di metano da rendicontare (fasi successive, metodologie della Commissione).
  4. Limite di intensità su contratti più avanti nel tempo (verso fine decennio, secondo il disegno originario).

I contratti «vecchi» spesso prevedono solo «sforzi ragionevoli», non obblighi automatici identici a quelli dei contratti nuovi. È uno dei nodi negoziali tra sicurezza degli approvvigionamenti e stringenza climatica.

Perché si parla di rinvio

Diversi Stati membri e fornitori (inclusi interlocutori USA sul GNL) hanno chiesto dilazioni, temendo che al 2027 non esistano ancora metodologie, capacità di verifica di parte terza e clausole contrattuali ovunque. La Commissione ha risposto in modi diversi: raccomandazioni sull’attuazione, ipotesi di rinvio dell’entrata in vigore di pezzi del regolamento, pressioni per non aprire sanzioni troppo presto mentre i prezzi del gas restano volatili.

Il commissario Jørgensen ha ammesso pubblicamente difficoltà di attuazione e ha aperto a posticipi sugli obblighi di import. Un portavoce ha detto a Reuters che la Commissione intende proporre un rinvio, senza sempre fissare la data esatta. Non è l’abrogazione della norma: è uno slittamento politico-tecnico di scadenze.

Ambientalisti e parte del Parlamento europeo temono un rinvio sine die mascherato da pragmatismo. Industriali e alcuni governi temono, al contrario, colli di bottiglia contrattuali e rialzi di prezzo se i fornitori non certificano in tempo.

Cosa cambia per l’Italia

L’Italia importa quote rilevanti di gas (gasdotti e GNL). Gli importatori e i grandi player energetici devono strutturare reporting, due diligence sulla filiera e, sui nuovi contratti, clausole di equivalenza MRV. Il ministero competente e le autorità di vigilanza devono designare e far funzionare i controlli.

Per il cittadino l’effetto non è una «tassa metano» in bolletta con quel nome: è un pezzo del costo di conformità e di negoziazione delle forniture, che si somma a prezzi di mercato, stoccaggi e politiche di sicurezza energetica. Capire il regolamento serve a interpretare le dichiarazioni su «rinvio», «sanzioni sospese» o «raccomandazioni» senza confonderle con l’abolizione degli obiettivi climatici.

Domande frequenti

Il regolamento chiude i rubinetti del gas? No. Impone trasparenza e riduzione delle emissioni di metano lungo la filiera, non un ban generico.

Vale solo per i produttori europei? No: tramite gli importatori copre anche petrolio, gas e carbone immessi nel mercato UE.

Rinvio significa che non si farà più? Significa che scadenze o sanzioni possono slittare. Il testo resta in vigore finché non è modificato o sostituito.

In sintesi
  • Regolamento UE 2024/1787 = regola del metano energetico (misura, ripara, limita venting/flaring, trasparenza import).
  • Dal 2027 in avanti si stringe la morsa sugli import con MRV e poi intensità.
  • Pressioni politiche spingono a rinvii e raccomandazioni soft.
  • Per l’Italia è un dossier di sicurezza energetica + clima, non solo «burocrazia verde».

Fonti consultate

Redazione CurioMondo · Come lavoriamo
Testo originale CurioMondo. Guida evergreen (protocollo curiosità v1.1.1). Corpo circa 949 parole.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa guida; non è una fotografia documentaria.