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Yemen, gli Houthi raggiungono Perim nel Bab el-Mandeb

Dopo Dhubab, l’avanzata arriva sull’isola che divide in due il passaggio meridionale del Mar Rosso. Nelle stesse ore un attacco ha temporaneamente fermato anche l’oleodotto saudita Est-Ovest.

11 settembre 2026 · Aggiornato alle 23:35 · 4 min di lettura

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Veduta editoriale del Bab el-Mandeb presso la costa yemenita con navi commerciali lontane
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

Aggiornamento. Le forze Houthi sostenute dall’Iran hanno raggiunto l’isola strategica di Perim, nel cuore del Bab el-Mandeb, secondo quattro fonti governative yemenite citate da Reuters l’11 settembre. È un avanzamento ulteriore rispetto all’arrivo a Dhubab già documentato nelle ore precedenti e porta il gruppo direttamente dentro uno dei passaggi marittimi più sensibili del pianeta.

Perim, nota anche come Mayyun, si trova nel punto in cui lo stretto collega il Mar Rosso al Golfo di Aden. La sua posizione divide il canale in due rami e le attribuisce un valore strategico superiore a quello di una normale conquista territoriale. Reuters riferisce che le forze governative yemenite stanno preparando una controffensiva per recuperare le aree perdute.

Nelle stesse ore è arrivato un secondo sviluppo rilevante per l’energia mondiale. Funzionari sauditi citati da Reuters hanno riferito che l’oleodotto Est-Ovest dell’Arabia Saudita è stato temporaneamente fermato dopo un attacco con drone proveniente dall’Iraq. L’infrastruttura è particolarmente importante perché consente di trasferire greggio verso il Mar Rosso evitando lo Stretto di Hormuz.

La coincidenza dei due eventi aumenta il rischio sistemico: da una parte gli Houthi avanzano nel Bab el-Mandeb, dall’altra viene colpita una delle principali vie terrestri alternative a Hormuz. Il Brent ha superato durante la settimana la soglia dei 100 dollari al barile, mentre mercati e governi valutano gli effetti delle interruzioni sulle forniture e sull’inflazione.

La U.S. Energy Information Administration stima che nel primo semestre 2025 siano transitati dal Bab el-Mandeb circa 4,2 milioni di barili al giorno di greggio e prodotti petroliferi. Nel 2023 erano 9,3 milioni, prima che gli attacchi nel Mar Rosso spingessero molte compagnie a deviare le navi attorno al Capo di Buona Speranza.

Il passaggio africano riduce l’esposizione allo stretto ma allunga sensibilmente le rotte. L’EIA calcola che aggirare Suez e Bab el-Mandeb passando dal Capo di Buona Speranza possa aggiungere circa 15 giorni a un viaggio petrolifero dall’area del Golfo verso l’Europa.

Il rischio non riguarda soltanto l’energia. Lo Yemen importa circa il 90% del proprio cibo secondo le Nazioni Unite e oltre 21 milioni di persone possono avere bisogno di assistenza nel 2026. Un deterioramento della sicurezza portuale e marittima può quindi tradursi rapidamente in maggiori costi e difficoltà di approvvigionamento per la popolazione.

Il punto da osservare adesso è il controllo effettivo dell’isola. Reuters attribuisce l’informazione a fonti governative yemenite e non a una verifica indipendente sul terreno. La capacità degli Houthi di consolidare Perim, installare mezzi militari o condizionare concretamente il traffico navale determinerà la portata reale dell’escalation.

Fonti consultate

Redazione CurioMondo
Testo originale CurioMondo. Ultimo aggiornamento editoriale: 11 settembre 2026, ore 23:35.