Mondo

Kim Jong-un ricompare in pubblico dopo le voci sulla morte: cosa mostrano davvero le immagini

Pyongyang ha diffuso fotografie attribuite al 19 ottobre, mentre mancano conferme indipendenti sulle indiscrezioni circolate online.

20 ottobre 2026 alle ore 19:22 · Pyongyang · 2 min di lettura

A cura della Redazione CurioMondo

Ricostruzione editoriale di Kim Jong-un durante una visita a un'esposizione di abbigliamento e calzature; illustrazione IA, non è una fotografia documentaria.
Illustrazione editoriale CurioMondo generata con IA per rappresentare questa notizia; non è una fotografia documentaria.

Il leader nordcoreano Kim Jong-un è ricomparso nelle immagini diffuse martedì 20 ottobre dai media statali della Corea del Nord. Secondo l'agenzia ufficiale KCNA, le fotografie sarebbero state scattate il giorno precedente durante una visita alla Mostra nazionale dell'abbigliamento e delle calzature 2026, organizzata a Pyongyang.

Kim appare mentre osserva scarpe, capi di abbigliamento e altri prodotti dell'industria leggera, accompagnato dalla moglie Ri Sol-ju, dalla figlia Kim Ju-ae e da funzionari del Partito dei lavoratori.

La pubblicazione è arrivata mentre sui social network circolavano affermazioni secondo cui il leader sarebbe morto in seguito a una grave emorragia cerebrale. Queste voci non erano sostenute da documenti medici, comunicati ufficiali o conferme di governi e servizi d'intelligence.

Le nuove immagini rendono incompatibile, almeno con la ricostruzione fornita da Pyongyang, l'ipotesi di una morte avvenuta prima della visita del 19 ottobre.

La presenza di fotografie e di un resoconto concordante dell'evento rappresenta un elemento concreto, ma non equivale a una verifica indipendente delle condizioni di salute di Kim Jong-un. La Corea del Nord mantiene un controllo quasi totale sull'informazione interna e decide tempi, immagini e contenuti delle apparizioni pubbliche del vertice.

Non sono stati resi disponibili filmati integrali, dati medici o testimonianze esterne che consentano di accertare autonomamente quando siano state realizzate tutte le immagini.

L'ultima apparizione ampiamente documentata prima di questo servizio risaliva all'11 ottobre, quando Kim aveva inaugurato il Museo della rivoluzione della difesa. Le immagini dell'evento mostravano anche il missile balistico intercontinentale Hwasong-20, presentato da Pyongyang come parte dei progressi militari compiuti sotto la sua guida.

Un intervallo di poco più di una settimana senza nuove apparizioni non costituisce, da solo, un'anomalia sufficiente per sostenere una crisi sanitaria.

Il tema resta comunque sensibile. Il 30 settembre il National Intelligence Service sudcoreano, secondo quanto riferito da parlamentari al termine di un'audizione riservata, aveva stimato il peso di Kim intorno ai 140 chilogrammi. L'agenzia lo considera esposto a un rischio cardiovascolare elevato legato all'obesità, ma aveva precisato di non avere rilevato segnali di un problema sanitario immediato.

Si tratta di una valutazione indiretta: Seul non dispone di cartelle cliniche pubbliche del leader nordcoreano e basa le proprie analisi su immagini, spostamenti e altre informazioni d'intelligence. Per questo il dato sul peso e il giudizio sul rischio non possono essere trasformati in una diagnosi.

Allo stesso modo, le fotografie pubblicate il 20 ottobre non permettono di escludere ogni patologia.

Accanto a Kim è comparsa ancora una volta la figlia Ju-ae, già presente in numerosi eventi militari e istituzionali. La frequenza e il rilievo delle sue apparizioni hanno alimentato le analisi su un possibile ruolo futuro nella successione. Pyongyang, tuttavia, non l'ha mai designata ufficialmente come erede e non ne ha confermato pubblicamente né l'età né l'incarico.

La sua presenza all'esposizione segnala soprattutto la volontà del regime di associarla anche a temi economici e civili, non soltanto alle forze armate.

La visita è stata collegata dalla propaganda nordcoreana alla politica di sviluppo regionale avviata nel 2024, che prevede la costruzione di nuovi impianti produttivi in città e contee del Paese.

Il messaggio interno è quello di una leadership impegnata sia nella modernizzazione militare sia nella produzione di beni di consumo, in un'economia ancora sottoposta a sanzioni internazionali e caratterizzata da forti limiti informativi.

La ricomparsa avviene inoltre in una fase di crescente tensione lungo la frontiera intercoreana. Il 19 ottobre Kim Yo-jong, sorella del leader e figura influente del regime, ha dichiarato che Pyongyang sta valutando il dispiegamento di ulteriori armi tattiche e la ripresa delle trasmissioni tramite altoparlanti verso il Sud.

La minaccia è stata motivata con gli spari di avvertimento effettuati dalle forze sudcoreane contro militari nordcoreani avvicinatisi alla linea di demarcazione.

Il 20 ottobre il ministero della Difesa di Seul ha promesso una risposta decisa in caso di nuove provocazioni. I lavori nordcoreani per installare mine e rafforzare le barriere nella zona demilitarizzata hanno moltiplicato gli attraversamenti accidentali e aumentato il rischio che un episodio locale venga interpretato come un atto ostile.

Resta infine sullo sfondo la possibilità di un nuovo contatto con il presidente statunitense Donald Trump durante il vertice APEC previsto in Cina a novembre. Trump ha lasciato aperta l'ipotesi, ma non è stato annunciato alcun incontro e Pyongyang non ha confermato negoziati.

Al momento, la conclusione più solida è limitata: Kim Jong-un risulta nuovamente attivo secondo i media ufficiali nordcoreani, mentre le voci sulla sua morte rimangono prive di riscontri attendibili.

Fonti consultate