Domanda del giorno

Uno spazio per fermarsi e pensare.

Quanto di ciò che desideriamo è davvero nostro e quanto nasce dal confronto con gli altri?

3 min di letturaCurioMondo

Non tutto ciò che chiamiamo desiderio è nato in casa. A volte è un appetito nostro, preciso, che resta anche quando nessuno guarda. Altre volte è il riflesso di una vita vista di lato: la casa, il corpo, il ruolo, la calma di qualcuno che sembra aver già risolto.

Il confronto non è di per sé una truffa. Ci mostra possibilità che da soli non avremmo immaginato. Diventa un problema quando il desiderio non sopravvive alla stanza vuota. Se togli il pubblico e la voglia sparisce, non stavi desiderando quella cosa. Stavi desiderando di non restare indietro.

C’è un modo semplice per separarli, anche se non è comodo. Chiediti se lo vorresti ancora se nessuno potesse saperlo, e se lo vorresti ancora se la persona con cui ti confronti cambiasse strada. Il desiderio nostro resiste al silenzio. Quello preso in prestito ha bisogno di un rivale.

Non serve purificare ogni ambizione. Serve sapere quale voce sta parlando. Una può chiederti di crescere. L’altra ti chiede soltanto di non sembrare da meno. Sono entrambe umane. Solo una, però, resta quando gli altri smettono di guardare.

Una domanda già in archivio, sul confine tra crescere e dimostrareQuanto delle tue ambizioni nasce da ciò che desideri e quanto dal bisogno di dimostrare qualcosa?
Fonti consultate

Riflessione editoriale. Non è un test psicologico e non dice quale desiderio sia giusto.