Il destino, nel senso stretto, è ciò che non dipende da una decisione nostra. Nasciamo in un corpo, in un luogo, in un tempo. Qualcuno si ammala. Qualcuno incontra un incidente. Nessuno ha firmato quel pezzo di vita.
Poi la parola si allarga e diventa comoda. Chiamiamo destino anche la strada che non abbiamo lasciato, il lavoro che teniamo, la frase che non diciamo. Lì non è più un fatto che capita. È una scelta, oppure un rinvio che col tempo è diventato una scelta.
La differenza si sente nel verbo. Il destino capita. La scelta si può ancora guardare in faccia. Dire «è andata così» chiude la porta. Dire «l’ho lasciata andare così» la lascia socchiusa.
Non tutto è deciso da noi. Pretendere il contrario è un’altra bugia. Prima di consegnare una vita al destino, conviene chiedere quale parte era davvero inevitabile e quale abbiamo soltanto smesso di scegliere.
Una domanda già in archivio, sul confine tra ciò che capita e ciò che scegliamoQuanta parte della tua vita hai scelto davvero?