Domanda del giorno

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Che cosa un figlio deve davvero ai propri genitori?

3 min di letturaCurioMondo

Un figlio riceve la vita, le cure, a volte anche i sogni che i genitori non hanno potuto realizzare. Da qui nasce l’idea che debba restituire qualcosa: successo, vicinanza, obbedienza, un modo di vivere che assomigli a quello di casa.

Il debito vero è più stretto. Si deve rispetto a chi ha tenuto in piedi i giorni difficili. Si deve, se possibile, non abbandonare chi resta solo. Non si deve, invece, diventare la versione corretta di un’altra vita.

Molti genitori confondono l’amore con il progetto. Vogliono il meglio e finiscono per volere una copia. Il figlio, allora, cresce con due lavori: vivere e non deludere. Uno dei due, prima o poi, resta indietro.

Diventare adulti non significa smettere di essere figli. Significa distinguere la gratitudine dal copione. Si può voler bene a chi ci ha messi al mondo senza vivere la vita che aveva immaginato per noi.

Una domanda già in archivio, su ciò che resta quando si smette di essere la versione attesaChe cosa temiamo di perdere quando temiamo di «non essere più noi»?
Fonti consultate

Riflessione editoriale. Non è un consiglio su come crescere un figlio e non dice quale famiglia sia giusta.