Domanda del giorno

Uno spazio per fermarsi e pensare.

A chi stai ancora chiedendo il permesso di vivere la tua vita?

3 min di letturaCurioMondo

Molte vite adulte continuano a funzionare come se servisse ancora una firma. Non è sempre una persona presente: a volte è un genitore che non c’è più, un partner che non ha chiesto quel ruolo, un capo, un gruppo di amici o un pubblico immaginario. Si rimanda un trasloco, una frase, una fine, un inizio, finché qualcuno non dice che è lecito.

Chiedere consiglio è un atto di lucidità. Chiedere permesso è un’altra cosa: si consegna a un altro il diritto di autorizzare il proprio desiderio. Il consiglio lascia la decisione in casa. Il permesso la sposta fuori. Si può ascoltare a lungo e restare, alla fine, l’unica persona che deve rispondere di quella vita.

Il permesso antico nasce spesso in famiglie dove l’affetto era condizionato. Essere bravi, utili, poco ingombranti diventava il prezzo della vicinanza. Da adulti quella regola sopravvive anche quando nessuno la ripete. Si anticipa il no, si addomestica il desiderio e si chiama maturità ciò che a volte è ancora obbedienza.

C’è anche il permesso del presente: il partner che deve essere d’accordo su ogni cambiamento, il lavoro che deve garantire che non si perderà valore, gli amici che devono trovare normale la scelta. Alcuni di questi sguardi contano. Nessuno di essi, da solo, è il proprietario della vita altrui.

Distinguere non significa diventare isolati. Significa sapere quali decisioni appartengono a una relazione e quali appartengono a sé. Un trasloco che coinvolge chi vive con noi non si decide in solitudine. Il desiderio di studiare, di curarsi, di dire una verità o di smettere di recitare un ruolo non può restare ostaggio di un’approvazione infinita.

La domanda utile non è «chi mi autorizza», ma «di chi sto ancora aspettando il sì, e che cosa mi costa questo ritardo». A volte il sì non arriverà. A volte arriverà tardi, quando la stagione è già passata. Restituirsi il permesso non è un gesto teatrale. È accettare che vivere comporti il rischio di deludere qualcuno senza per questo tradire se stessi.

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